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Dicembre 2018

dicembre 3, 2018

sabato 1 dicembre

MATTINA_I segreti di San Domenico: la chiesa e la cripta dei Carafa Roccella

Un appuntamento alla scoperta della Chiesa di San Domenico Maggiore, risultato di una secolare stratificazione che ebbe inizio nel 1227 quando papa Gregorio IX inviò a Napoli un piccolo gruppo di domenicani che si stabilirono nella chiesa di San Michele Arcangelo a Morfisa, oggi una delle cappelle della chiesa, eretta secondo i classici canoni del gotico e poi più volte modificata.  Momento particolare del percorso sarà la visita alla cripta della famiglia Carafa di Roccella e all’adiacente terra santa dei frati predicatori. La cripta, annessa alla cappella del Rosario, è un ambiente sotterraneo mai reso accessibile fino ad oggi aperto in via straordinaria per il gruppo. Qui, tra le nobili sepolture della famiglia napoletana ed una preziosa scultura attribuita al Sanmartino e alla sua bottega, è ancora visibile la terra santa usata per il rito della doppia sepoltura, il processo attraverso il quale la morte è manipolata dilatando cronologicamente il momento della separazione del defunto dalla comunità. Sarà infine possibile ammirare anche la Sagrestia, celebre anche per la presenza, su un ballatoio che sovrasta gli stalli delle pareti, di una serie di 45 feretri di reali e nobili legati al casato d’Aragona e la Sala del Tesoro.

Programma

POMERIGGIO_Lo spettacolo in mostra: i De Filippo a Castel dell’Ovo

la Cooperativa SIRE COOP e Campania Movietour propongono una visita pomeridiana al Castel dell’Ovo e al borgo marinari che includerà la mostra “I De Filippo. Il mestiere in scena”. Fortemente voluta dalla famiglia e promossa dal Comune di Napoli, la mostra presenta materiale inedito, lettere, foto, video, oggetti e centinaia di costumi, locandine, manifesti, copioni manoscritti e dattiloscritti, conservati in archivi privati, in istituti e soprattutto nel fondo degli eredi Eduardo De Filippo. Partendo dal capostipite Scarpetta, incontreremo Eduardo, Peppino e Titina in scena e sul grande schermo, così come nelle poesie e nelle canzoni… vivremo la forza e il rigore di Eduardo, trasmessi poi al figlio Luca, la considerazione per il teatro e per il pubblico che lo portarono a non fermarsi nemmeno quando la vita fu terribilmente dura con lui. La visita proseguirà al Borgo Marinari per rievocare alcuni film girati ai piedi del castello: da Napoli milionaria, realizzato proprio da Eduardo, a Pensavo fosse amore invece era un calesse di Massimo Troisi. Fotogrammi e foto di scena delle pellicole permetteranno di comparare i luoghi della finzione con quelli della realtà e di raccontare aneddoti sulle riprese dei film.

Programma

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domenica 2 dicembre

MATTINA_Il Museo Campano di Capua: le Matres Matutae e gli altri tesori di Palazzo Antignano

La cooperativa SIRE propone la visita al Museo Campano di Capua, definito da Amedeo Maiuri “il più significativo della civiltà italica della Campania”. Istituito con Decreto Reale ne 1874, con sede nel centro storico di Capua in Palazzo Antignano (1450 – 1454), fu in seguito ampliato fino a comprendere l’adiacente settecentesco ex Monastero della Concezione. Gli Antignano furono importante famiglia campana nel XV secolo, in auge presso il Re di Napoli Alfonso I. Tra essi spiccò Francesco, che decise di ricostruire ed ampliare il palazzo gentilizio, ornandolo con un monumentale portale d’ingresso, un’imponente scalinata, entrambe di ispirazione catalano-moresca, e con finestre in stile rinascimentale. Il Museo conserva la più importante collezione mondiale di Matres Matutae, dette anche Madri di Capua, provenienti dall’antica Capua, l’attuale territorio del Comune di Santa Maria Capua Vetere e il più grande lapidarium (insieme di epigrafi, steli e lapidi su pietra di epoca sostanzialmente romana) dell’Italia meridionale, ma anche una ricca pinacoteca, sculture e terracotte provenenienti dal territorio circostante.

Programma

MATTINA_Puteoli tour: visita all’anfiteatro Flavio e al Tempio di Serapide

In concomitanza con l’iniziativa che prevede l’ingresso gratuito ai musei e siti culturali statali la prima domenica diogni mese, la cooperativa Sire vi invita alla scoperta delle bellezze dell’antica città di Pozzuoli. L’itinerario partirà dall’Anfiteatro Flavio che, per dimensioni è il terzo in Italia, subito dopo quello di Capuae ovviamente dopo il Colosseo di Roma. La visita proseguirà con una passeggiata al così detto tempio di Serapide, in realtà un Macellum, con la sala absidata sul fondo destinata al culto imperiale e degli dei protettori del mercato (tra cui Serapide), ci racconta attraverso le sue colonne il fenomeno vulcanico flegreo con i buchi scavati dai molluschi marini quando il bradisismo le portava sott’acqua.

Programma

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venerdì 7 dicembre

POMERIGGIO_Munastero ‘e Santa Chiara: visita alla chiesa, al chiostro, alle terme romane

La visita guidata riguarderà uno dei più grandi complessi monastici della città di Napoli, che si snoda all’interno della cittadella francescana. Dal XIV sec. la sua imponenza e la sua bellezza affascinano tutti coloro che vi si imbattono. Il Complesso Monumentale di S. Chiara fu innalzato dal 1310 al 1328 per volere del monarca Roberto D’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. I sovrani, entrambi devoti a San Francesco di Assisi e a Santa Chiara, vollero costruire una cittadella francescana che accogliesse nel monastero le Clarisse e nel convento adiacente i Frati Minori. Oggi visitarlo significa ammirare la magnifica basilica, dove Giotto operò con la sua maestria, attraversarne la storia con il Museo dell’Opera e l’Area Archeologica, restare stupiti dal bellissimo Chiostro Maiolicato e soffermarsi nella contemplazione della Sala del Presepe del ‘700.  Compreso all’interno del monastero è anche il complesso termale costituito da diversi ambienti termali e rappresenta tuttora il più completo esempio di thermae documentato a Neapolis.

Programma

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sabato 8 dicembre 

MATTINA_Tra panorami e archeologia: il Museo dei Campi Flegrei nel Castello di Baia

La cooperativa Sire invita tutti a scoprire il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, ospitato all’interno del Castello Aragonese ed eretto per volere di Re Alfonso II nel 1495 su di un promontorio naturalmente difeso al quale furono aggiunti mura, fossati e ponti levatoi che lo resero  praticamente inespugnabile. Dalle terrazze del castello e, all’interno, dalle sue vetrate, si potrà ammirare lo splendido panorama che abbraccia tutti gli angoli del territorio flegreo, dal golfo di Pozzuoli alle isole di Capri, Ischia e Procida mostrandoci la romantica bellezza di un’area ricca di storia e di miti.  L’ allestimento museale ricostituisce contesti smembrati di provenienza flegrea, riunendo reperti di vecchio ritrovamento e quelli provenienti dai recenti scavi, secondo una esposizione ragionata per contesti topografici e tematici. Nel museo sono esposti reperti archeologici unici e di straordinario valore provenienti da queste zone: superato il ponte levatoio da poco restaurato e attraverso la Piazza d’Armi potremo visitare le sale Sezione Cuma, Sezione Pozzuoli, Sezione Rione Terra.

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POMERIGGIO_Lapis: dalla cappella Pontano ai sotterranei della Pietrasanta

La cooperativa Sire vi invita a partecipare ad un percorso nei sotterranei della Basilica di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta, da poco riaperti e fruibili grazie all’impegno dell’associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus. Il progetto di riqualificazione del sito ha previsto la realizzazione di un’installazione permanente nella cripta e nella cavità sotterranea della basilica:  attraverso contenuti multimediali ed il supporto della guida scopriremo la storia e l’evoluzione del sito e, più in generale, lo sviluppo del sottosuolo e delle cisterne di Napoli e i personaggi reali e leggendari ad esso legati. Dai resti della murazione greca e di mosaici romani ad una installazione contemporanea dei fratelli Scuotto, dai rifugi della seconda guerra mondiale all’abbandono successivo, le cavità napoletane sono ricche di segreti! La visita sarà inoltre l’occasione per visitare la Cappella Pontano e  la Congrega del Cappuccio, due piccoli tesori adiacenti alla Basilica.

Programma

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domenica 9 dicembre 

MATTINA_Caravaggio e la misericordia nella Napoli del seicento: visita alla chiesa e alla quadreria del Pio Monte

La visita riguarderà l’antica sede dell’Istituzione benefica, il Pio Monte della Misericordia, fondata nel 1601 da sette giovani nobili napoletani che, ispirandosi alle sette Opere della Misericordia Corporale, si dedicavano a numerose opere assistenziali e caritatevoli. Il percorso si snoda attraverso i capolavori della pittura esposti nella Quadreria e nella chiesa di autori come il Caravaggio, Luca Giordano, Battistello Caracciolo, Francesco De Mura. Nel corso di quattro secoli si è formato un cospicuo patrimonio d’arte grazie a legati testamentari o donazioni di dipinti che venivano ceduti al Monte per essere venduti ed il ricavato destinato ad opere di beneficenza.

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domenica 9 dicembre 

MATTINA_Napoli inconsueta: dalla chiesa di Gesù e Maria a Pontecorvo all’acquedotto…in un hotel!

La cooperativa Sire invita tutti a scoprire la zona compresa tra Pontecorvo e il cosiddetto Cavone con l’attenzione rivolta in particolare a due siti poco conosciuti: la chiesa di Gesù e Maria ed un tratto dell’acquedotto del Serino…in un’ambientazione insolita. Partendo da piazza Mazzini, si andrà alla scoperta della chiesa di Gesù e Maria, opera cinquecentesca di Domenico Fontana. Tra le opere presenti all’interno, scampate al passare del tempo e alla razzia dei predatori, vi sono affreschi di Giovanni Bernardino Azzolino e di Belisario Corenzio. La chiesa, aperta solo occasionalmente, sarà visitabile grazie alla disponibilità dell’Associazione Euforika Napoli, alla quale è stato affidato il sito. Da salita Pontecorvo si passerà a quella detta “del Cavone”. Qui, quasi in prossimità di Piazza Dante, all’interno di un hotel, si potrà visitare un tratto dell’antico acquedotto greco-romano di Neapolis, lungo il quale è ancora possibile vedere i segni lasciati nella parete dai cavamonte per la realizzazione della struttura.

Programma

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sabato 15 dicembre

MATTINA_Sulle tracce di Partenope: a spasso nel tempo sulla collina di Pizzofalcone

Da piazza del Plebiscito al Castel dell’Ovo: un viaggio a ritroso alla scoperta delle origini della città di Napoli sulla collina dove nacque Partenope. Il nome di Pizzofalcone risale al Duecento: Carlo I d’Angiò decise di praticare qui la caccia col falcone, facendovi costruire una falconiera. L’urbanizzazione della zona ha inizio a partire dal XVI secolo, con la costruzione di ville nobiliari e complessi conventuali. Attraverso salita Echia, dopo aver scoperto la storia di Palazzo Carafa di Santa Severina e della Chiesa dell’Immacolatella a Pizzofalcone, primi insediamenti urbani della zona (visibili solo esternamente),  arriveremo sulla cima della collina, dove c’è il sito archeologico di Monte Echia, col suo belvedere affacciato sul Golfo di Napoli ed i resti della villa di Licinio Lucullo. Tramite le rampe di Pizzofalcone, lungo le quali si può ammirare Villa Ebe (esterno), costruita nel 1922 secondo il gusto e lo stile neogotico dall’eclettico architetto ed urbanista Lamont Young, scenderemo al Chiatamone dove, all’ombra del Castel dell’Ovo, si concluderà l’itinerario.

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MATTINA_Porta Capuana e dintorni: la chiesa di Santa Caterina a Formiello

A ridosso della quattrocentesca Porta Capuana, che prende il nome dall’essere orientata in direzione della città di Capua antica, si trova la chiesa di Santa Caterina a Formiello, opera emblematica del rinascimento napoletano nonostante gli adattamenti a forme più moderne subiti nel XVII secolo. Questa chiesa – una delle più straordinarie della città – è così chiamata perché ubicata nei pressi del Formale Reale, cioè dell’antico acquedotto della Bolla – Carmignano, e risulta ricca di testimonianze di arte e di storia. Secondo il Celano la sua cupola fu la prima ad essere eretta a Napoli e fu punto di riferimento per le successive. Potremo visitare, inoltre, il chiostro adiacente alla chiesa, il piccolo museo del tesoro allestito nella sagrestia e la zona del coro, retrostante l’altare.

Programma

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domenica 16 dicembre

MATTINA_Ciak sul lungomare: passeggiata nei luoghi del cinema napoletano

Se vuoi vivere il ricordo di pellicole che hanno fatto la storia del cinema italiano e i panorami romantici della citta’ partenopea, domenica 16 dicembre alle ore 10.00 partecipa anche tu al viaggio nei luoghi della Napoli cinematografica. Il percorso sul lungomare di via Caracciolo, proposto da SIRE COOP e CAMPANIA MOVIETOUR alla scoperta delle meravigliose location dei film partenopei, propone un vero e proprio viaggio nella storia del cinema, pieno di curiosità e aneddoti! Il tour farà tappa sulla mitica scalinata di Scusate il ritardo, per rievocare gli esilaranti dialoghi tra Massimo Troisi e Lello Arena; richiamerà alla memoria il toccante funeralino de L’oro di Napoli e le scene con gli scugnizzi di Ieri, oggi, domani; racconterà le gesta contemporanee de L’uomo in più e La guerra di Mario insieme con le scorribande di Tom&Jerry, Operazione San GennaroPiedone lo Sbirro e tanti altri titoli come Carosello napoletano, Maccheroni, No grazie il caffè mi rende nervoso, Totò, Peppino e la malafemmina, ecc.. Durante il percorso un esperto di cinema mostrerà fotogrammi e foto di scena delle pellicole per comparare i luoghi della finzione con quelli della realtà e per raccontare aneddoti sulle riprese dei film. Sarà anche un’occasione per confrontare le immagini storiche della città con la sua veste attuale: durante la passeggiata saranno fornite notizie di carattere storico su alcuni siti culturali.

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MATTINA_I capolavori del Principe: Rubens, Van Dyck, Ribera… a Palazzo Zevallos

La visita guidata riguarderà Palazzo Zevallos di Stigliano, oggi proprietà di Banca Intesa Sanpaolo e sede museale di una galleria ricca di capolavori. Costruito per volontà di Giovanni Zevallos nei primi decenni del Seicento su progetto del celebre Cosimo Fanzago, esso rappresenta, infatti, non solo una fondamentale opera di architettura seicentesca, una parte della storia della città a causa dei numerosi passaggi di proprietà e delle progressive trasformazioni architettoniche, ma anche un importante scrigno di ricchezze, prime tra tutte l’ultimo capolavoro realizzato dal Caravaggio, Il martirio di Sant’Orsola. Attualmente nella galleria è presente la mostra Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un Principe. Giovanni Vandeneynden, mercante e collezionista d’arte fiammingo, acquistò il palazzo dalla famiglia Zevallos nel 1653. La mostra riporta eccezionalmente la prestigiosa collezione appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia e, successivamente, ai principi Colonna di Stigliano: capolavori provenienti da musei italiani e stranieri, grazie a prestiti eccezionali, ritornano a Napoli, per la prima volta nelle stanze dello stesso Palazzo dove a lungo in passato furono custoditi. 

Programma

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sabato 22 dicembre

MATTINA_La Napoli del Rinascimento: chiesa di Sant’Anna dei Lombardi

La visita riguarderà la chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, detta anche di Santa Maria di Monteoliveto, uno dei simboli del Rinascimento toscano a Napoli. Fondata nel 1411 da Gurello Origlia, protonotario del re Ladislao di Durazzo, fu affidata ai padri olivetani e sottoposta a radicali lavori di ampliamento nel periodo Aragonese. Ulteriori trasformazioni si ebbero nel XVII e XVIII secolo, quando la struttura fu affidata all’Arciconfraternita dei Lombardi. La chiesa, con le sue cappelle e le opere custodite all’interno,   testimonia lo stretto legame tra la città e la Toscana, dimostrando che già a quei tempi si era insediata a Napoli una fitta “colonia” fiorentina di mercanti, artigiani e banchieri. Degne di nota, inoltre, il celebre gruppo in terracotta del Compianto di Cristo di Guido Mazzoni (1492), formato da otto statue a grandezza naturale che, secondo la tradizione, rappresenterebbero proprio i sovrani aragonesi e la Sagrestia Vecchia, già refettorio, splendido ambiente con volte affrescate N 1544 da Giorgio Vasari.

Programma

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sabato 22 dicembre

MATTINA_Presepi e tesori d’arte nella chiesa del Gesù Vecchio

La visita riguarderà il primo tempio dell’ordine dei gesuiti a Napoli, la chiesa del Gesù Vecchio, fondata nel 1554, e poi trasformata ed arricchita nei secoli successivi, così chiamata a partire dalla costruzione della più grande e nota chiesa del Gesù Nuovo. Dopo il 1767, anno in cui furono espulsi i Gesuiti del regno di Napoli, l’attiguo collegio divenne sede dell’Università e della Biblioteca  universitaria. Nel 1804, con il ritorno  dei gesuiti a Napoli, la compagnia di Gesù rientrò in possesso della chiesa; quindi dal 1806 la  chiesa divenne Rettoria affidata al ven. Don Placido, figura amatissima dai napoletani, la cui  tomba è sotto l’altare.  Fanzago, Marco Pino e Francesco De Mura saranno alcuni degli artisti che incontreremo nel corso della visita. Splendida è la zona del transetto con i cappelloni laterali e l’altare maggiore, su cui si può salire fino alla statuina lignea dell’Immacolata, molto venerata perché appartenuta a Don Placido. Ammireremo  infine il suggestivo presepe ottocentesco conservato negli ambienti attigui alla sagrestia, caratterizzato da figure ad altezza naturale, esposto al pubblico solo nel periodo natalizio.

Programma

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domenica 23 dicembre

MATTINA_Stupori d’arte al Museo Diocesano: le chiese di Donnaregina Nuova e Vecchia

L’itinerario porterà i visitatori alla scoperta delle chiese di Donnaregina Vecchia e Donnaregina Nuova. La prima fa parte di un antico complesso conventuale ricostruito nel 1325 dalla Regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò, della quale conserva il celebre monumento funerario di Tino di Camaino. Al suo interno si conservano affreschi d’importanza fondamentale per la storia della pittura del Trecento a Napoli. Il coro delle clarisse conserva il più vasto ciclo di affreschi del XIV secolo rimasto a Napoli, già attribuito a Pietro Cavallini e Filippo Rusuti a cui si aggiungono gli affreschi della Cappella Loffredo. La visita proseguirà nel Museo Diocesano, collocato all’interno della chiesa barocca di Donnaregina Nuova, costruita a partire dal 1617 per volontà delle monache clarisse che vollero in questo modo adeguarsi al nuovo stile del tempo. L’interno del nuovo tempio fu splendidamente decorato da artisti del calibro di Giordano, Stanzione e Solimena e si presenta ricco di opere di pittura, scultura e arti decorative, mentre nella zona della sagrestia e del comunichino, oltre che al primo piano del Museo, è esposto una parte consistente del vasto patrimonio di storia religiosa e d’arte proveniente da molte chiese della città chiuse al culto o destinate ad altri scopi.

Programma

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mercoledì 26 dicembre

MATTINA_Scendendo il Moiariello: passeggiata tra storia e panorami

La Cooperativa Sire vi accompagnerà in una piacevole passeggiata tra vicoli, palazzi nobiliari e scorci panoramici di una bellezza unica! Ripercorreremo inizialmente la storia della collina di Capodimonte e del Palazzo Reale, costruiti per volere da Carlo di Borbone a partire dal 1734. Da via Capodimonte scenderemo via Moiariello, la cui etimologia deriva probabilmente dal termine moggio, antica misura di superficie agraria. Da qui si scorge la torre del Palasciano, corpo architettonico più noto di un grande complesso in stile neorinascimentale voluto in età post unitaria dal medico precursore della croce rossa, Ferdinando Palasciano. Percorreremo poi via Ottavio Morisani, chiamata anche la Posillipo dei poveri per il suo  panorama che si affaccia sul Golfo di Napoli, mostrandoci il Vesuvio, la penisola Sorrentina, Capri, San Martino, le cupole del centro storico! Proseguendo per altri vicoli arriveremo nella zona dei Miracoli, che prende il nome dalla chiesa di Santa Maria dei Miracoli, nell’omonima piazza. L’itinerario si concluderà presso piazza Cavour

Programma

mercoledì 26 dicembre

MATTINA_Il complesso di San Nicola da Tolentino alle pendici di San Martino

La Cooperativa SIRE vi invita a partecipare ad un interessante tour guidato. Realizzato in collaborazione con la Cooperativa San Nicola da Tolentino, nata nel 2014 con l’obiettivo di recuperare l’omonimo monastero agostiniano trasformandone una parte dei suoi spazi in B&B. Il complesso è situato alle pendici della collina di San Martino e a ridosso dei Quartieri Spagnoli. Dopo la visita all’interessante chiesa, che presenta opere che vanno dal XVII al XVIII secolo visiteremo gli spazi del monastero, l’immenso giardino ricco di piante secolari e la terrazza, punto privilegiato da cui godere a pieno la  bellezza del golfo di Napoli. La visita intende riscoprire una delle ricchezze artistiche e culturali di Napoli, proponendo un percorso che sebbene ancora poco conosciuto presenta delle particolarità uniche nel suo genere.  Nel corso della visita a tutti i partecipanti sarà offerto un piccolo “intermezzo goloso” e, soprattutto, sarà possibile cogliere arance e mandarini del florido e panoramico agrumeto del complesso!

Programma

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sabato 29 dicembre

MATTINA_I capolavori del Principe: Rubens, Van Dyck, Ribera… a Palazzo Zevallos

La visita guidata riguarderà Palazzo Zevallos di Stigliano, oggi proprietà di Banca Intesa Sanpaolo e sede museale di una galleria ricca di capolavori. Costruito per volontà di Giovanni Zevallos nei primi decenni del Seicento su progetto del celebre Cosimo Fanzago, esso rappresenta, infatti, non solo una fondamentale opera di architettura seicentesca, una parte della storia della città a causa dei numerosi passaggi di proprietà e delle progressive trasformazioni architettoniche, ma anche un importante scrigno di ricchezze, prime tra tutte l’ultimo capolavoro realizzato dal Caravaggio, Il martirio di Sant’Orsola. Attualmente nella galleria è presente la mostra Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un Principe. Giovanni Vandeneynden, mercante e collezionista d’arte fiammingo, acquistò il palazzo dalla famiglia Zevallos nel 1653. La mostra riporta eccezionalmente la prestigiosa collezione appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia e, successivamente, ai principi Colonna di Stigliano: capolavori provenienti da musei italiani e stranieri, grazie a prestiti eccezionali, ritornano a Napoli, per la prima volta nelle stanze dello stesso Palazzo dove a lungo in passato furono custoditi. 

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sabato 29 dicembre

MATTINA_E te porto p”e quartiere: visita ai Quartieri Spagnoli

Vi invitiamo ad un affascinante itinerario che ci permetterà di scoprire le ricchezze storico-artistiche dei Quartieri Spagnoli, sorti nel XVI secolo per volere di don Pedro de Toledo tra il Castel Sant’Elmo e la nuova strada a lui intitolata destinata a collegare il centro della città con il Palazzo Vicereale. La loro funzione era quella  di  accogliere le guarnigioni militari spagnole. L’itinerario si articolerà nel reticolo di vicoli che compongono il quartiere Montecalvario, alla scoperta delle loro origini toponomastiche, degli slarghi inaspettati, dei palazzi storici che ospitarono Giacomo Leopardi durante la sua permanenza a Napoli, di complessi religiosi dove la fede è ancora viva e radicata, come il Santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe. Nel corso della visita si ammireranno, tra le altre cose, i graffiti moderni e ironici di Cyop & Kaf e, soiprattutto, l’enorme murales dell’artista argentino Francesco Bosoletti, inaugurato da qualche mese, omaggio alla statua Pudicizia del Corradini conservata a Cappella Sansevero, accanto a quello di Maradona.

Programma

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domenica 30 dicembre

MATTINA_Il Complesso di San Domenico Maggiore: dalla chiesa al Convento con la cella di San Tommaso

Un appuntamento alla scoperta del Complesso di San Domenico Maggiore, risultato di una secolare stratificazione che ebbe inizio nel 1227 quando papa Gregorio IX inviò a Napoli un piccolo gruppo di domenicani  che si stabilirono nella chiesa di San Michele Arcangelo a Morfisa, oggi una delle cappelle della chiesa, eretta secondo i classici canoni del gotico e poi più volte modificata.  Visiteremo la Sagrestia, celebre per la presenza, su un ballatoio che sovrasta gli stalli delle pareti, di una serie di 45 feretri di reali e nobili legati al casato d’Aragona e la Sala del Tesoro, arredata con maestosi armadi in noce Settecenteschi, espone paramenti e oggetti sacri di raro valore storico, artistico e culturale, come i busti di Santi domenicani utilizzati durante le processioni nonché i  preziosi abiti ritrovati nelle tombe dei sovrani e dei nobili napoletani, un vero e proprio spaccato del costume quattro-cinquecentesco. Ultima tappa sarà il Convento, restaurato nel 2012. Dal chiostro delle statue saliremo al piano superiore dove visiteremo la cella di di San Tommaso: la stanza è formata da due ambienti, dentro i quali il santo viveva la sua vita conventuale, eseguiva i suoi ricevimenti con gli studenti e svolgeva i suoi studi liturgici tra il 1272 ed il 1273. Ultima tappa sarà il Refettorio, dove è attualmente presente la mostra presepiale I pastori ritrovati: organizzata dalla Fondazione Sant’Alfonso Maria dei Liguori, espone circa 200 pastori tutti provenienti dal sequestro di beni artistici eseguito dai Carabinieri di Napoli col coordinamento della procura d’Isernia. La mostra include anche le dieci scene degli antichi mestieri della collezione Rogiosi e la natività della collezione Alemi.

Programma

MATTINA_Napoli in discesa: passeggiata da calata San Francesco a piazza Amedeo

La cooperativa SIRE vi invita a percorrere in discesa Calata San Francesco, uno dei più antichi percorsi che nei secoli scorsi collegavano la collina del Vomero con il centro di Napoli. L’itinerario partirà dalla funicolare di Chiaia di via Cimarosa: giungendo a via Belvedere, scopriremo le origini del quartiere e ci immetteremo in quella che alle origini si chiamava Salita Vomero, come ancora ricorda una antica targa.

Programma

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