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Gennaio 2020

gennaio 3, 2020

Sabato 4 gennaio

MATTINA_Le donne del Filangieri: capolavori al femminile visti “da vicino”

La Cooperativa SIRE propone una visita guidata al Museo Civico Gaetano Filangieri, che ha sede nel quattrocentesco palazzo Como, costruito tra il 1464 ed il 1490 nelle forme del Rinascimento fiorentino. Il Museo fu fondato nel 1888 da Gaetano Filangieri, che riadattò l’edificio e vi raccolse tutte le sue varie e pregevoli collezioni d’arte, numismatiche, la biblioteca e l’archivio Filangieri. La visita costituirà l’occasione per scoprire tutti questi eterogenei tesori: armi, maioliche, porcellane, dipinti. Alcuni di questi sono da pochissimo visibili “da vicino” grazie alla mostra Le donne del Filangieri, omaggio ai ritratti femminili raccolti dal Principe o donati al Museo negli anni. Il terzo focus della rassegna “Visti da Vicino”, voluta dal direttore per la riscoperta di tutti i capolavori presenti in collezione, offre così un percorso di immagini al femminile dal Seicento all’Ottocento.

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MATTINA_ Meraviglie di arte e fede: Visita allo straordinario Complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile

La Cooperativa Sire vi invita a una interessante visita che riguarderà il Complesso Basilicale paleocristiano di Cimitile, eccezionale esempio di arte e fede e fondamentale testimonianza nella storia della cristianità occidentale. Il complesso comprende diversi edifici fra chiese e resti di basiliche, spesso decorate con mosaici e affreschi, ed è un importantissimo monumento di arte paleocristiana, una dei maggiori in Europa.

Programma

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Domenica 5 gennaio

MATTINA_Sulle tracce di Partenope: a spasso nel tempo sulla collina di Pizzofalcone

La Cooperativa SIRE vi propone un viaggio a ritroso alla scoperta delle origini della città di Napoli sulla collina dove nacque Partenope. l nome di Pizzofalcone risale alla metà del Duecento e deriva dall’attività di caccia con il falcone che Carlo I d’Angiò svolgeva in questa zona. Con il passare dei secoli vari complessi religiosi vi furono realizzati, tra i quali il noviziato dei Gesuiti, diventato Scuola della Nunziatella (che vedremo dall’esterno) a partire dal 1787. Attraverso salita Echia arriveremo sulla cima della collina, dove c’è il sito archeologico di Monte Echia, con i resti della villa di Licinio Lucullo. Tramite le rampe di Pizzofalcone, lungo le quali si può ammirare Villa Ebe (esterno), costruita nel 1922 secondo il gusto e lo stile neogotico dall’eclettico architetto ed urbanista Lamont Young, scenderemo al Chiatamone dove, all’ombra del Castel dell’Ovo, si concluderà l’itinerario.

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MATTINA_Spelendori di Stabiae: visita a Villa San Marco

Sire Coop vi porterà alla scoperta,della panoramica villa d’otium romana dell’antica Stabia, Villa San Marco. La villa fu parzialmente esplorata dai Borbone, ma è grazie a Libero d’Orsi che le indagini archeologiche “a cielo aperto” della villa divennero ordinate e sistematiche. Villa San Marco ha carattere residenziale, sono presenti testimonianze di diversi ambienti come il quartiere termale e il giardino porticato con piscina, sulla cui parete di fondo ad emiciclo vi era un ninfeo decorato da stucchi, oltre alle sale destinate al riposo splendidamente decorate. Racconteremo, inoltre, dell’intero territorio e di come Stabia, in epoca romana, oltre ad essere un ameno luogo di villeggiatura, era anche una fiorente area produttiva in cui non mancavano ville rustiche dedite alla coltivazione di ulivi e viti e alla loro successiva lavorazione.

Programma

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Lunedì 6 gennaio

MATTINA_Capua antica, l’altera Roma. L’anfiteatro, il mitreo, il museo dei gladiatori

Una mattinata all’insegna dell’archeologia alla scoperta dell’antica Capua, una delle più grandi città dell’Italia antica e, nel periodo del suo massimo splendore, una delle città più grandi e importanti dell’impero Romano e del mondo, tanto che  Cicerone la definì l’altera Roma.

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Sabato 11 gennaio

MATTINA_Viaggio d’arte: Il Circolo Artistico Politecnico e la chiesa di San Ferdinando

La visita partirà dalla seicentesca chiesa di San Ferdinado, luogo di culto caro ai napoletani e gli artisti della città. L’interno conserva gli affreschi nella volta e nella cupola di Paolo De Matteis; nel transetto sinistro vi è il Sepolcro di Lucia Migliaccio, moglie morganatica di Ferdinando di Borbone. Il percorso proseguirà presso la Fondazione Circolo Artistico Politecnico, di recente riaperto al pubblico, che ha sede presso Palazzo Zapata, in piazza Trieste e Trento. La collezione, maturata nei 130 anni di attività, raccoglie opere rappresentative dell’800 napoletano e di arte contemporanea dalla fine dell’ottocento ad oggi.

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MATTINA_Il cimitero delle capuzzelle: visita all’antico ossario delle Fontanelle

Il percorso si svolgerà nell’antico ossario sito nel cuore del Rione Sanità, nella zona scelta per la necropoli pagana e più tardi per i cimiteri cristiani. Il sito conserva da almeno quattro secoli i resti di chi non si poteva permettere una degna sepoltura e delle vittime delle grandi epidemie che hanno più volte colpito la città. In quest’area erano dislocate numerose cave di tufo, utilizzate fino al 1600, per reperire il materiale costruttivo. Lo spazio delle cave di tufo fu usato a partire dal 1656, anno della peste, flagello che provocò almeno trecentomila morti, fino all’epidemia di colera del 1836.  Oggi si possono contare 40.000 resti, ma si dice che sotto l’attuale piano di calpestio vi siano compresse ossa per almeno quattro metri di profondità, ordinatamente disposte, all’epoca, da becchini specializzati.

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Domenica 12 gennaio

MATTINA_Monastero di Santa Chiara: chiesa, chiostro, terme romane e Museo dell’Opera

La visita guidata riguarderà uno dei più grandi complessi monastici della città di Napoli, che si snoda all’interno della cittadella francescana. Dal XIV sec. la sua imponenza e la sua bellezza affascinano tutti coloro che vi si imbattono. Il Complesso Monumentale di S. Chiara fu innalzato dal 1310 al 1328 per volere del monarca Roberto D’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. I sovrani, entrambi devoti a San Francesco di Assisi e a Santa Chiara, vollero costruire una cittadella francescana che accogliesse nel monastero le Clarisse e nel convento adiacente i Frati Minori. Oggi visitarlo significa ammirare la magnifica basilica, dove Giotto operò con la sua maestria, attraversarne la storia con il Museo dell’Opera e l’Area Archeologica, restare stupiti dal bellissimo Chiostro Maiolicato e soffermarsi nella contemplazione della Sala del Presepe del ‘700.  Compreso all’interno del monastero è anche il complesso termale costituito da diversi ambienti termali e rappresenta tuttora il più completo esempio di thermae documentato a Neapolis.

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MATTINA_ La storia ritrovata: da Donatello al Complesso di Monteverginella

Prima tappa sarà la piccola chiesa di S. Angelo a Nilo, nota anche come Cappella Brancaccio, dalla famiglia che ne commissionò la costruzione nel 1385. La chiesa conserva importanti testimonianze scultoree, in particolare il sepolcro del cardinale Rinaldo Brancaccio eseguito a Pisa tra il 1426-28 e inviato poi a Napoli dal giovane Donatello. La visita continuerà presso la chiesa ed il chiostro di Monteverginella a pochi passi da piazzetta Nilo. La chiesa, di recentissimo restauro e riapertura , risale al periodo medievale ma fu ricostruita nel Seicento e vanta capolavori come le tele di Domenico Antonio Vaccaro, Luca Giordano, Micco Sapadaro e affreschi di Belisario Corenzio. Caratterizzano la chiesa un maestoso organo barocco seicentesco, marmi policromi barocchi e un pregiato coro ligneo seicentesco. La chiesa conserva infine le spoglie mortali di San Francesco Caracciolo, protettore dei cuochi e fondatore dell’ordine dei Caracciolini. La visita si concluderà nel chiostro dove, durante la seconda guerra mondiale, in seguito all’esplosione della nave Caterina Costa, un grosso frammento cadde nel chiostro senza procurare danni. In ricordo dello scampato pericolo le Salesiane collocarono il frammento ai piedi della statua della Madonna.

Programma

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Sabato 18 gennaio

MATTINA_Devozione tra i vicoli: la chiesa di Donnalbina e i vicoli della Napoli medievale

Prima tappa dell’itinerario sarà la chiesa di Santa Maria Donnalbina. La chiesa esisteva già nel IX secolo, ma venne ricostruita nel Seicento e, alla fine del medesimo secolo, venne nuovamente rimaneggiata da Arcangelo Guglielmelli. L’edificio, tra i più significativi barocchi della città è decorato da tele di Nicola Malinconico, Domenico Antonio Vaccaro, Francesco Solimena. Nel 1891 la chiesa divenne sede della confraternita dell’Immacolata del Terz’Ordine di San Francesco, che fece trasferire nella sua nuova sede il monumento funebre del loro confratello Giovanni Paisiello, oggi visibile a sinistra dell’ingresso. Si proseguirà con la visita all’area che dalla chiesa arriva fino a Largo Banchi Nuovi, caratterizzata da un impianto irregolare, che contrasta con il tracciato di cardi e decumani presente nel nucleo più antico del centro storico e che testimonia l’origine medievale della zona, una delle poche aree sopravvissute al Risanamento. Attraverseremo via dei Coltrari, Largo Ecce Homo, piazza Teodoro Monticelli, dove sorge Palazzo Penne, uno dei più antichi palazzi di Napoli, Largo Banchi Nuovi, dalle Logge dei mercanti che, da tante parti d’Italia e d’Europa, avevano un “punto vendita” a Napoli nel periodo aragonese e del viceregno.

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POMERIGGIO_THALASSA al MANN: meraviglie sommerse del Mediterraneo

In concomitanza con l’iniziativa del MANN che prevede biglietto di ingresso ridotto a partire dalle 17:00, la cooperativa Sire vi invita a scoprire la mostra Thalassa: meraviglie sommerse del Mediterraneo allestita nel Salone della Meridiana. Quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed  internazionali, sono esposti seguendo filoni tematici che vanno dalla storia dell’archeologia subacquea, alla scoperta dei relitti, testimonianze di vita di bordo, il mare come via per i commerci, il mare nel mito, le risorse del mare.

Programma

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Domenica 19 gennaio

MATTINA_ Chiaia Liberty: storia, arte ed eleganza in riva al mare

La Cooperativa Sire vi accompagnerà in un percorso che si snoda nell’antico borgo di Chiaia alla ricerca delle più felici espressioni dell’architettura “floreale” napoletana tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento tra sinuosità di linee, vivacità dei colori e nuovi materiali. Storie di nobiltà decaduta, borghesi affermati, speculatori da pochi scrupoli si intrecceranno lungo le strade di nuova costruzione e antichi percorsi presso il mare, per raccontare un pezzo di storia di Napoli, dopo aver perso il ruolo di capitale e nel faticoso tentativo di affermarsi nel nuovo panorama unitario, facendo dialogare la sua lunga tradizione culturale con i nuovi fermenti provenienti da altre latitudini attraverso la realizzazione di opere di notevole fascino.

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MATTINA_I tesori della Costagliola: chiesa e colle di San Potito

La visita riguarderà il colle della Costagliola, situato a pochi passi dal Museo Archeologico Nazionale  e delimitato da due importanti arterie della città, via Salvator Rosa e via Correra. In questa area, posta al di fuori della cinta muraria, gli insediamenti iniziarono nell’XVII secolo e, data la salubrità della zona e la bellezza del panorama che si godeva dall’altura, si trattò sopratutto di palazzi nobiliari e monasteri appartenenti ai vari ordini religiosi. Tra questi, le benedettine, che nel 1615 fondarono il monastero di San Potito.  Oggi è possibile visitare la chiesa, tappa del nostro itinerario, grazie alla disponibilità dell’Associazione Ad Alta Voce ed ammirare le opere in essa conservate, di artisti come Luca Giordano, Giacinto Diano ed Andrea Vaccaro. La visita proseguirà tra i vicoli ed i palazzi della zona, spesso progettati ed abitati da importanti architetti, come nel caso di Palazzo Solimena e palazzo Terradilavoro, originariamente abitato dal suo progettista, Giovan Giacomo di Conforto.

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Sabato 25 gennaio

MATTINA_”Vulcanica: il fuoco che crea”. Visita al Museo del Tesoro di San Gennaro e al Duomo

La visita rappresenterà l’occasione per ammirare il Museo del Tesoro di San Gennaro, ricco dei doni fatti per devozione nei secoli da sovrani, papi e gente comune. Al museo sarà presente fino a fine marzo la mostra Vulcanica. Il fuoco che crea dedicata al rapporto tra il Culto di San Gennaro ed il Vesuvio, due entità, una soprannaturale e una naturale, che hanno influito non poco sull’indole e i destini di un popolo. Saranno esposte le immagini raccolte durante i “Gran Tour” e gli oggetti di uso decorativo o dalle simbologie mitologiche e apotropaiche, opere provenienti dal Museo Archeologico Nazionale, dall’Osservatorio vesuviano e altri musei o collezioni private. Al piano superiore sarà possibile ammirare la cappella dell’Immacolata, la sagrestia e l’antisagrestia. Il Duomo, costruito in forme gotiche per volere di Carlo II d’Angiò alla fine del XIII sec., presenta stratificazioni che vanno dal periodo paleocristiano all’Ottocento. Molteplici sono le opere che lo decorano – dalla Pala dell’Assunta, del Perugino, ai battenti degli antichi organi – e le cappelle che vi si aprono, da quella di Santa Restituta alla cripta sotto l’altare maggiore.

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MATTINA_Passeggiando tra i decumani: San Lorenzo Maggiore e Santa Luciella ai Librai

Vi invitiamo a partecipare al percorso che conduce al cuore di alcune delle tradizioni più forti del popolo napoletano nel Centro Antico della città. L’itinerario avrà inizio a piazza san Gaetano, prima agorà e poi foro dell’antica Neapolis. La visita alla chiesa di San Lorenzo Maggiore ci premetterà di scoprire un capolavoro straordinario in gotico francese, eretto per volere di Carlo d’Angiò. Si proseguirà presso la chiesa di Santa Luciella ai Librai, piccola cappella medievale recentemente restaurata e riaperta dopo anni di chiusura, dove le guide dell’associazione Respiriamo Arte ci spiegheranno come, nei secoli successivi, la chiesa, presa in custodia dai pipernieri, fu dedicata a Santa Lucia, protettrice della visata, per il timore degli operai che le schegge, schizzando dalla pietra, potessero conficcarsi negli occhi. Oltre alla cappella visiteremo la Terrasanta dove per molti anni è stato vivo il culto delle anime pezzentelle e, tra i vari resti, si conserva il famoso teschio con le orecchie, in passato particolarmente venerato dai napoletani per la sua capacità di ascoltare meglio le loro richieste!

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Domenica 26 gennaio

MATTINA_La clausura nel cuore di Napoli: visita guidata al Monastero delle Trentatrè

I partecipanti all’affascinante percorso, ospitati dalle monache di clausura del Monastero, saranno condotti da una guida speciale attraverso uno dei luoghi più “remoti” del centro storico di Napoli, tra arte, storia e carità cristiana. La visita riguarderà i luoghi legati all’operato della nobildonna catalana Maria Lorenza Longo che, giunta a Napoli nel 1506, lasciò un segno indelebile nel popolo napoletano, fondando prima l’Ospedale degli Incurabili, importante opera di assistenza dedicata ai malati che non avevano la possibilità di pagarsi le cure,  e poi il monastero di clausura delle Monache clarisse cappuccine, tuttora esistente, detto anche Monastero delle Trentatrè, dal numero massimo di monache che poteva ospitare, in ricordo degli anni di Cristo. La visita si concluderà con un dono goloso gentilmente offerto dalle monache del convento.

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MATTINA_Alle pendici della collina: dalla Pedamentina al Complesso di San Nicola da Tolentino

La Cooperativa SIRE vi invita a partecipare ad un interessante tour guidato realizzato in collaborazione con la Cooperativa San Nicola da Tolentino, nata nel 2014 con l’obiettivo di recuperare l’omonimo monastero agostiniano trasformandone una parte dei suoi spazi in B&B. La visita avrà inizio dalla collina di San Martino da dove ha inizio la Pedamentina, lunga scalinata caratterizzata da alcuni tra i più bei scorci dello skyline partenopeo che, con i suoi 414 gradini, rappresenta il primo tratto del percorso che collega il castello al centro storico della città. Attraverso Corso Vittorio Emanuele raggiungeremo Casa Tolentino. Dopo la visita all’interessante chiesa, che presenta opere che vanno dal XVII al XVIII secolo, visiteremo gli spazi del monastero, l’immenso giardino ricco di piante secolari e la terrazza, punto privilegiato da cui godere a pieno la  bellezza del golfo di Napoli. La visita intende riscoprire una delle ricchezze artistiche e culturali di Napoli, proponendo un percorso che sebbene ancora poco conosciuto presenta delle particolarità uniche nel suo genere.  Nel corso della visita a tutti i partecipanti sarà offerto un piccolo “intermezzo goloso”.

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